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Costa Concordia: la scatola nera in avaria

Per i periti i sistemi di controllo erano fuori uso da 4 giorni prima dell'incidente

Costa Concordia: la scatola nera in avaria Costa Concordia: la scatola nera in avaria
La Costa Concordia incagliata davanti all'isola del Giglio (Credits: LaPresse)
di Arianna Giunti

Porte stagne aperte, mappe non approvate. E, soprattutto, una scatola nera che non funzionava ed era in avaria da almeno quattro giorni. Tanto che – si legge in uno scambio di mail fra tecnici, in un’estrema richiesta d’aiuto, “La situazione sta diventando veramente insostenibile, non è pensabile di andare avanti in questo modo”.

E’ questo il retroscena che – a oltre cinque mesi dal naufragio della Costa Concordia che ha provocato trentadue morti – emerge oggi dai verbali depositati dai consulenti alla Procura di Grosseto, che dallo scorso gennaio indaga sulla tragedia all’isola del Giglio.

L’anomalia più grossa che emerge dalle carte- come e riporta oggi il Corriere della Sera - è appunto  lo stato di inattività della scatola nera. Che, per la precisione dalle ore 23.36 del 13 gennaio, non dà più segni di registrazione. Questo vorrebbe dire che la fase dell’abbandono della nave è avvenuta “al buio”. Una circostanza che sarebbe stata poi confermata – nei verbali rilasciati in questi mesi dai testimoni  - anche dai passeggeri.

E poi, soprattutto, c’è uno scambio di email allegato agli atti alla quale i magistrati, che da cinque mesi indagano sul comportamento del capitano Francesco Schettino e sulle eventuali responsabilità dei vertiti della Compagnia Costa Crociere, danno particolare attenzione. A  scriversi a nove giorni dalla tragedia sono il responsabile del settore tecnico della Costa Pierfrancesco Ferro e il direttore generale Gianni Onorato. Dalle missive si capisce che non era la prima volta che la scatola nera andava in avaria, tanto da richiedere un intervento per riparare il guasto: “Buongiorno, per l’ennesima volta il Vdr del Concordia è andato nuovamente in fault per un problema dell’Hd. La situazione sta diventando veramente insostenibile e non è pensabile di continuare a fare service su service spendendo così tanti soldi senza ottenere un risultato”.

E il sospetto degli inquirenti – che ora sarà chiarito dalle analisi dei periti – è quello che proprio il mancato funzionamento della scatola nera abbia provocato il guasto delle porte di uno degli ascensori, che avrebbe causato la caduta di quattro passeggeri, in seguito morti perché precipitati nel vano interno dopo un tremendo impatto con gli scogli.

Ma c’è di più. Le norme di sicurezza, infatti, impongono che tutte le porte stagne vengano chiuse a meno che non ci sia una deroga concessa dalla capitaneria di porto. Ma questo attestato – anche se richiesto dalla Costa – non sarebbe stato rilasciato. E che le porte stagne furono lasciate aperte lo testimoniano anche i verbali di testimonianza rilasciati da passeggeri ed equipaggio: “Il primo ufficiale di coperta Ciro Ambrosio ordina di chiudere le porte stagne. Ma non è possibile eseguire perché i comandi non rispondono”. Una circostanza confermata anche dalle grida drammatiche – anche queste riportate a verbale – dell’ufficiale di guardia Giovanni Iaccarino: “C’è acqua che entra da tutte le parti dalle porte taglia fuoco! Continua a entrare acqua!”

In merito a questo la Costa Crociere ci ha mandato il seguente comunicato:

"La società Costa Crociere specifica quanto segue: la scatola nera (VDR), che si scrive fosse in avaria dal 9 gennaio, aveva segnalato solo un codice d'errore che non significava assolutamente che l'apparecchio non funzionava, come in effetti è dimostrato dal fatto che i dati contenuti nella stessa sono risultati perfettamente in linea con le aspettative dei tecnici. Non vi è norma o convenzione internazionale che prescriva che in una situazione del genere la nave non possa navigare.
Non ci risulta che i dati presenti nel VDR supportino l’affermazione che le porte stagne fossero aperte per problemi al sistema martec che controlla l’energia elettrica, come verrà chiarito al termine dell'attuale fase procedimentale (Incidente Probatorio).
Infine, in merito alle carte nautiche: la nave era equipaggiata con tutte le carte nautiche, cartacee ed elettroniche, necessarie per l'effettuazione dell'itinerario previsto, come verrà dimostrato al termine dell'Incidente Probatorio. E' compito del comandante in base al piano di viaggio che lui stesso stabilisce, accertarsi che la nave sia dotata di ogni ulteriore carta nautica. Ma ciò che più giova ricordare è che la nave non avrebbe mai dovuto navigare così vicina alla costa".

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