Sono definitive le condanne nei confronti dei 25 poliziotti sotto processo per l'irruzione nella scuola Diaz di Genova al termine del G8, la notte dell'21 luglio 2001. Il bilancio del blitz fu di 60 feriti e 93 arresti
Nel dettaglio, il collegio presieduto da Giuliana Ferrua ha confermato le condanne per il falso aggravato (più interdizione di cinque anni dai pubblici uffici) per:
Giovanni Luperi, capo del dipartimento analisi dell'Aisi, l'ex Sisde. Assolto in primo grado, è stato condattato in appello a 4 anni. Prescritti calunnia e arresto illegale.
Francesco Gratteri, capo della Direzione centrale anticrimine, nel 2001 era direttore dello Sco. Assolto in primo grado, la cassazione ha confermato la condanna a 4 anni.
Vincenzo Canterini, all’epoca comandante del Reparto mobile di Roma, oggi a riposo. E' stato condannato a cinque anni.
Gilberto Caldarozzi, capo del servizio centrale operativo. Nel 2001 ne era il vicedirettore. Per lui la condanna è a tre anni e otto mesi.
Spartaco Mortola, ex capo della Digos di Genova. Ora è alla Polfer di Torino. Anche per lui condanna a tre anni e otto mesi.
Filippo Ferri, ex capo della Mobile di La Spezia, ora capo della Mobile di Firenze. Tre anni e otto mesi per falso aggravato.
Fabio Ciccimarra, ex commissario capo a Napoli, ora capo della Mobile de L'Aquila. Tre anni e otto mesi.
Nando Dominici, capo della Mobile di Genova. Tre anni e otto mesi.
Carlo Di Sarro, vice capo delle Digos di Genova, ora commissario a rapallo. Tre anni e otto mesi.
Massimo Mazzoni, Renzo Cerchi e Davide Di Novi, tutti ispettori dello Sco. Condanne a tre anni e otto mesi per falso aggravato.
Massimo Di Bernardini era vicequestore della Mobile di Roma: è stato condannato per falso aggravato a tre anni è otto mesi. E’ stato riformato dalla polizia dopo un grave incidente in moto.
Prescritti, invece, i reati di lesioni gravi contestati a nove agenti appartenenti al VII nucleo sperimentale del Reparto mobile di Roma. Nessuno comunque farà un solo giorno di prigione. A tutti si applicherà infatti lo sconto di pena di tre anni perchè coperte da indulto.
Con le condanne a Calderozzi, Gratteri e Luperi di fatto vengono mozzati i vertici operativi della Polizia di Stato. Per tutti l'interdizione dai pubblici uffici significa di fatto carriera finita.
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