In Vaticano lo definiscono «la madre di tutti i dossier». È quello redatto dai tre «cardinali 007» Julian Herranz, Jozef Tomko e Salvatore De Giorgi, che il 24 aprile 2012, in piena Vatileaks, Benedetto XVI ha incaricato delle indagini sulla fuga dei documenti segreti.
Lo scrive Panorama nel numero in edicola da giovedì 21 febbraio, che in un ampio servizio racconta i contenuti del documento di cui molto si parla fra i porporati e che peserà moltissimo sull’elezione del successore di Papa Ratzinger.
Il dossier, spiega Panorama, tratteggia una grande e particolareggiata fotografia della curia romana e non risparmia neppure i collaboratori più stretti del Pontefice. Racconta le correnti, i gruppi di potere, gli interessi economici, l’attivismo di alcuni porporati per favorire o danneggiare i colleghi. E poi da parte di alcuni l’uso spregiudicato della «macchina del fango» per colpire gli avversari e perfino una potente lobby gay in grado di condizionare carriere e decisioni.
Alcuni ecclesiastici tremano, scrive Panorama, mentre altri già pensano a contromisure.
Quel che è certo è che nessuno potrà ignorare il contenuto del rapporto e che dalla Cappella Sistina dovrà uscire un Papa non ricattabile per poter procedere all’azione di pulizia che Benedetto XVI ha affidato al suo successore.
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