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Guardate questo politico: rubava anche la luce

Nuovo arresto per Samuele Piccolo, romano: adesso è indagato anche per furto di elettricità

Guardate questo politico: rubava anche la luce
di Claudia Daconto

Che Samuele Piccolo, 31 anni, ex vicepresidente Pdl dell'Assemblea capitolina arrestato tre settimane fa con l'accusa di essersi comprato i voti e fatto investimenti immobiliari con i soldi dello Stato, fosse uno che malvolentieri metteva mano al portafoglio per le proprie spese personali preferendo utilizzare, almeno secondo i giudici, i soldi dei finanziamenti pubblici ai partiti, si era capito. Ma che lui e la sua famiglia – madre e padre sono ai domiciliari, il fratello Massimiliano in carcere – rubassero addirittura la corrente per illuminare le ville di proprietà a Zagarolo, può risultare addirittura grottesco.

Non fosse altro perché in molti ricordano bene gli elogi che l'ex consigliere - sospettato anche di aver fatto acquistare dal sua autista dosi di cocaina dai Casamonica - elevava alle forze dell'ordine quando arrestavano cittadini costretti dalla crisi economica a manomettere i contatori.

Taccagno”. Così lo definì tempo fa uno dei 500mila cittadini romani che, all'epoca della campagna elettorale del 2008, finite sotto la lente della magistratura insieme a quella del 2006, fu contattato da un call center pagato 122mila euro – 268 operatori che effettuavano per otto ore al giorno 12 chiamate all'ora contemporaneamente - per partecipare a una delle sue cene elettorali. “Io ce so pure annato alla cena dé quello – ricordava il potenziale elettore – nà tristezza, dù pizzette e un bicchiere dé fanta c'ha dato. Stò taccagno” . Parole testuali.

Decine di cene: tredici al ristorante "Ar Montarozzo", costate 20mila euro, al ristorante "I ruderi", spesa pari a 13mila euro, 14 a "Le Grotte Vere" per un totale di 25mila euro e sette a "La Piemontese" per oltre 10mila euro.

Uno “sforzo” organizzativo ed economico – anche se a spese dei contribuenti – che ha permesso al bambino prodigio della politica di guadagnarsi il titolo di “mister preferenze”: 8.347 quelle ottenute nel 2006 a soli 25 anni, e 11.996, numero record, nel 2008 quando superò di ben 4.000 consensi il secondo classificato. Uno “sforzo” per cui oggi si ritrova indagato con altre 30 persone, in un'inchiesta i cui reati contestati sono, a vario titolo, quelli di  associazione per delinquere, appropriazione indebita, illecito finanziamento ai partiti e frodi fiscali.

Questa volta invece si tratta di furto aggravato di energia elettrica. I carabinieri lo hanno arrestato con il padre e la madre il 2 agosto scorso in  flagranza di reato all'interno dell'abitazione dove stanno tutti scontando i domiciliari.

A presentare denuncia era stata l'Enel che, durante un controllo su alcuni contatori della luce, aveva scoperto che i consumi delle due ville di proprietà della famiglia Piccolo a Zagarolo (Rm), ufficialmente da anni senza allaccio di energia, presentavano delle anomalie. Inviati sul posto, alcuni dipendenti della società erano stati cacciati dal padre di Samuele, il signor Raffaele, che gli aveva impedito di effettuare le necessarie verifiche. Finché non dovette intervenire l'Arma. Risultato: il contatore, risultato manomesso, non registrava il consumo di corrente elettrica. Non solo, grazie a un'ulteriore modifica, lo stesso contatore faceva sì che la potenza utilizzata fosse più alta rispetto a quella prevista.

Per un danno economico, quantificato dall'Enel, pari a migliaia di euro.

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