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Barack Obama: presidente di giorno, candidato di notte

Barack Obama ha iniziato il suo tour elettorale. Il suo obiettivo: convincere tutti i milioni di americani che lo votarono a dargli ancora fiducia

Barack Obama: presidente di giorno, candidato di notte Barack Obama: presidente di giorno, candidato di notte
epa02686109 US President Barack Obama speaks about fiscal policy at George Washington University in Washington, DC, on 13 April 2011. President Obama laid out his plan for deficit and debt reduction.  EPA/Mark Wilson / POOl AFP OUT
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Tre discorsi in una serata: uno all'aperitivo, l'altro a cena e l'ultimo a notte fonda. Barack Obama ha iniziato con un tour de force culinario, mondano e politico la sua campagna elettorale per il 2012.

Da Washington è volato a Chicago. Presidente di giorno, candidato di notte. La sua serata in Illinois è stata il primo appuntamento nella corsa per rimanere alla Casa Bianca. Non ha detto nulla di nuovo nei tre discorsi. ma ci teneva a ricominciare da dove aveva iniziato quattro anni fa, dal suo quartier generale, dalla sua città.

Obama vuole una campagna elettorale da record. Non solo raggiungere quota un miliardo di dollari per finanziarla, ma anche contattare a uno a uno tutti gli elettori che nel 2008 lo votarono. Milioni di volontari che a loro volta contattano milioni di elettori per invitarli a rivotare per Obama. Twitter, Facebook, semplici sms. La rete sarà ancora regina.

Ricreare la magia, riprodurre l'effetto di Grande Comunità in Marcia vero un unico Obiettivo: il Cambiamento. Ora, come allora, nonostante gli anni passati sulla tolda di comando, a capo della nazione. Non sarà facile.

I suoi strateghi sanno che la Storia non si ripete; che le condizioni (storiche) del 2008 non sono le stesse che ci saranno tra un anno. Once in the lifetime. Ma ora c'è bisogno del bis. Che deve essere basato su due fattori: l'opera di governo di Obama in questi anni alla Casa Bianca e il fatto che, dicono i suoi consiglieri, i repubblicani non abbiano (ancora) un candidato credibile.

I suoi consiglieri pensano che sarà necessario tenere la tensione per tutto l'anno che precede l 'appuntamento del novembre 2012. Con un occhio particolare a due o tre stati chiave, gli swinging states, quelli che possono diventare blu (democratici) o rossi (repubblicani) per pochi voti.

La macchina elettorale punta su Virginia, Colorado e Nevada (dove Obama vinse) e su Texas, Arizona e Georgia (dove perse) per capire se quelli sono gli stati su cui scommettere, lasciando da parte gli altri storici swinging states come Florida e Ohio, ormai dati saldamente nelle mani dei repubblicani.

Dopo la prima serata a Chicago si è capito che per i suoi consiglieri, la rielezione di Barack Obama è alla portata, ma non sarà una passeggiata. Un secondo mandato non è scontato. Le danze sono aperte. Let's dance.

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Michele Zurleni, giornalista, ha una bandiera Usa sulla scrivania. Simbolo di chi vuole guardare avanti, come fa Obama. Come hanno fatto molti suoi predecessori

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    ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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