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Le tasse. il primo scoglio per Obama

Il presidente rieletto deve trovare un compromesso con i repubblicani per avitare il Fiscal Cliff, l'aumento automatico delle tasse e dei tagli alla spesa pubblica. Ma il Grand Old Party promette già battaglia

Le tasse. il primo scoglio per Obama Le tasse. il primo scoglio per Obama
(LaPresse)
di Michele Zurleni

Barack Obama deve portare a casa il primo risultato, deve mantenere la prima promessa fatta ai suoi elettori: tasse più alte per i più ricchi.

Per farlo, deve scendere a compromessi con il partito repubblicano. Non sarà facile. Torna lo spettro del lungo braccio di ferro di un anno fa, finito con una sostanziale sconfitta del presidente nella aprtita a scacchi con i leader del GOP al Congresso. Ma se Obama non dovesse raggiungere il suo scopo, rischierebbe di perdere subito quel patrimonio di forza e autorevolezza politica che la vittoria nelle elezioni gli ha dato; potrebbe essere il primo segnale di una lunga stagione di una paralizzante guerriglia tra Casa Bianca e Capitol Hill.

Allo stesso tempo, i repubblicani, alla ricerca di una nuova identità, devono valutare bene se sia il caso di impegnarsi in un muro contro muro con Obama, o se non fosse meglio per loro accettare delle mediazioni per raggiungere uno o due obiettivi politici importanti, da sbandierare di fronte agli elettori al prossimo appuntamento di Midterm.

Nella prima conferenza stampa del dopo elezioni, Barack Obama è stato chiaro: cercherà un compromesso che permetta di mettere nero su bianco un piano
efficace ed equilibrato per la riduzione del deficit e del debito pubblico. Ma su un punto il presidente degli Stati Uniti non e' disposto a transigere: nessuna proroga degli sgravi per i piu' ricchi sulle spalle della classe media americana.

Non potrebbe essere altrimenti: Obama ha impostato tutta al sua campagna elettorale sulla difesa degli interessi della Middle Class. La sua proposta al Congresso sarà chiara: per evitare altri tagli alla spesa pubblica (e in particolare ai programmi di assistenza) vorrebbe chiedere 1.600 miliardi di dollari in piu' di entrate fiscali nei prossimi dieci anni; cifra che verrebbe raggiunta attraverso un aumento della a pressione fiscale sugli individui sopra i 200.000 dollari l'anno e le famiglie sopra i 250.000 dollari l'anno. Più tasse per i più abbienti.

Per creare il consenso necessario alla sua proposta, nei giorni precedenti, il presidente ha visto alla Casa Bianca i sindacati e poi i vertici di numerose aziende multinazionali, ma tra di loro nessun nome di Wall Street.

Se i repubblicani non accetteranno di aumentare le tasse ai più ricchi, scatterà il Fiscal Cliff (tasse e tagli) e i rischi di una nuova recessione saranno sempre più concreti, ha detto Obama. 'Non danneggeremo la nostra economia e non renderemo la creazione di posti di lavoro più difficile, aumentando le tasse ai più abbienti", ha risposto lo Speaker della Camera John Boehner.

Il braccio di ferro è appena iniziato.

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    ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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