• RSS
  • youtube
Home  -  News  -  Esteri  -  Orientexpress  -  Blogger e giornalisti scomodi: nuova ondata di espulsioni in Cina

Blogger e giornalisti scomodi: nuova ondata di espulsioni in Cina

Blog censurati e giornalisti espulsi: Pechino sempre più intransigente sulla "libertà di stampa"

Blogger e giornalisti scomodi: nuova ondata di espulsioni in Cina Blogger e giornalisti scomodi: nuova ondata di espulsioni in Cina
A photo of Melissa Chan is shown in the office of Al-Jazeera in Beijing, China, Wednesday, May 9, 2012. China's expulsion of the American reporter working for the pan-Arab news network Al-Jazeera has drawn criticism from other journalists and the United States, and in turn a particularly tight-lipped reaction from Beijing. (AP Photo)
di Claudia Astarita
astarita-new

La rete televisiva Al Jazeera ha chiuso temporaneamente l'ufficio a Pechino del suo servizio inglese dopo che le autorità cinesi ne hanno espulso la corrispondente, l'americana Melissa Chan . O meglio, si sono rifiutati di rinnovarle il visto nonostante la giornalista lavorasse nella Repubblica popolare dal 2007. Una misura che anche presa in maniera isolata avrebbe destato non pochi sospetti visto che l'ultima espulsione risale al 1998. Ma che nell'atmosfera di tensione che si respira nella Cina di oggi ha creato ancora più confusione e sgomento.

Contro l'espulsione dell'americana si è mobilitato all'istante il Club dei correspondenti esteri di Pechino, che ha accusato il governo di utilizzare espedienti come il rinnovo dei visti per tenere la bocca chiusa ai corrispondenti scomodi. E la trentunenne californiana era proprio tra questi: ha un account Twitter seguito da 14mila persone e ha curato una serie di documentari su temi scottanti. Come quello sui campi di lavoro mandato in onda a novembre 2011, per denunciare quelli che Al Jazeera ha definito "una forma di moderna schiavitù in cui milioni di prigionieri producono beni da rivendere in tutto il mondo", anche con la complicità di aziende occidentali.

Nel corso di una conferenza stampa a Pechino il portavoce del ministero degli Esteri cinese Hong Lei ha evitato di rispondere a domande dirette sul caso Chan ma ha ribadito che la Repubblica popolare continuerà a "dare il benvenuto a tutti quei giornalisti che, oltre a rispettare le leggi cinesi, si impegneranno a riportare le notizie in maniera imparziale". Insomma, o si scrive in maniera da evitare scandali (per la Cina) o si lascia il paese.

Non è la prima volta che il Partito utilizza la minaccia di espulsione o un lentissimo rinnovo del visto di soggiorno per fare pressioni sulla stampa straniera. Ma negli ultimi 14 anni nessuna di queste minacce ha mai avuto un seguito. Al massimo si veniva invitati alla più vicina stazione di polizia per "prendere un te'", anche se qualcuno conferma di essere stato malmenato. Poi qualcosa è cambiato. C'è chi dice che la Cina si sia ritrovata costretta a dare un segnale forte. E messa sotto pressione dalle vicende di Bo Xilai e Chen Guangcheng abbia deciso di cancellare il visto di Melissa Chan, considerata comunque una giornalista scomoda, per indurre tutti i suoi colleghi a prestare ancora più attenzione al modo in cui parlano della Cina. Del resto, il Partito ha sempre "ammazzato i polli per spaventare le scimmie"...

Gli argomenti che spaventano Pechino al momento sono tre. Il caso Bo Xilai, che continua a trasmettere l'immagine di un Partito diviso (c'è addirittura chi ha pensato che la fuga di Chen Guangcheng sia stata "autorizzata" dalle autorità proprio per evitare che il paese continuasse a interrogarsi sulle sorti dell'ex segretario del Partito comunista di Chongqing). Il caso Chen Guangcheng che, pilotato o meno, ha comunque generato qualche dubbio sulle capacità della Cina di controllare il paese. Visto che, secondo alcuni, l'evaso non solo si sarebbe spostato con estrema facilità dallo Shandong a Pechino, ma nella capitale sarebbe persino riuscito a incontrare altri dissidenti (teoricamente) supercontrollati. Poi ci sono le preoccupazioni per tutti quei collegamenti al movimento dei gelsomini cui i blogger orientali paiono essere particolarmente affezionati. E proprio per questo, uno dopo l'altro, account e siti vengono censurati. Per quanto tempo non si sa. Ma visto che l'anniversario del massacro di Tiananmen si avvicina, è possibile che fino almeno a metà giugno l'atmosfera in Cina continuerà a rimanere tesa.

---

Claudia Astarita insegna "The Politics of China" alla John Cabot University e si occupa di India per il CeMiSS. Scrive approfondimenti sull'Asia per diverse testate e ha lavorato per molti anni come ricercatrice a New Delhi e Hong Kong. L'Oriente è la sua passione e coglie ogni occasione per tornare nei luoghi che ama

  • Vai a:
     
     
    ©RIPRODUZIONE RISERVATA
14
Commenti
TUTTI
PIÙ POPOLARI
Loading...
Loading...
Nessun commento inserito
  • Per commentare gli articoli devi essere iscritto a panorama.it
  • Puoi farlo anche utilizzando il tuo account facebook




Speciali


 
 
 
RC Auto: risparmia fino a 500€!

Confronta 18 assicurazioni e risparmia!

Mutui: risparmia fino a 15.000€!

Confronta le offerte delle migliori banche!

Prestiti: risparmia fino a 2.000€!

Confronta le migliori finanziarie e risparmia

 

Video Hot