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I cinesi sono troppi: Pechino corre ai ripari

In Guangdong i cinesi sono diventati troppi. E il capoluogo della provincia più produttiva della Repubblica popolare deve trovare una soluzione per evitare il collasso

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Tag:  Cina crescita figlio unico guangdong Guangzhou

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Guangzhou ha un problema: cresce troppo in fretta. Non sul piano economico: questa volta ad essere troppi sono i cinesi, e il sindaco del capoluogo del Guangdong, Wan Qingliang, ha spiegato a un quotidiano locale che i residenti ufficialmente registrati sono 10,33 milioni, ma la popolazione effettiva supera i quindici milioni.

Ecco perché la crescita  deve essere tenuta sotto controllo, anche se in città c'é chi fa pressione sul fatto che debba iniziare ad essere applicata con meno rigidità la legge del figlio unico. Ma come può il sindaco di Guangzhou permettersi di dare alle famiglie la possibilità di avere più di un figlio quando già oggi le risorse pubbliche scarseggiano e il comune si trova sempre più in difficoltà a garantire i servizi di base per tutti. Inoltre, per Wan Qingliang é difficile sottovalutare stime che prevedono che entro il 2020 Guangzhou ospiterà almeno 18 milioni di persone, soprattutto considerando che un ricercatore dell'Accademia di Scienze Sociali locale ha calcolato che la città non è in grado di ospitare più di 15 milioni di abitanti, quindi già oggi sarebbe al collasso.

L'unica strategia presa in considerazione dal sindaco è quella di ridurre il numero di lavoratori poco qualificati e (illegalmente) residenti per aumentare il numero di "immigrati più qualificati". Questo perché sembra che i veri problemi del capoluogo del Guangdong non dipendano tanto dai locali, quanto dagli immigrati che aumentano, in media, di 300mila unità all'anno.

In queste condizioni, allora, a cosa servirebbe sostituire immigrati poveri con tecnici specializzati (e più ricchi)? Semplice: ai poveri, pur negando l'accesso alle strutture sanitarie e a quelle scolastiche per i figli in quanto sprovvisti dell'hukou , il governo deve comunque garantire un livello di assistenza minima. Immigrati benestanti e professionalmente qualificati, invece, oltre a poter pagare strutture private, potrebbero anche favorire la transizione da un sistema industriale intensivo in forza lavoro a uno intensivo in tecnologia, scoraggiando di conseguenza l'arrivo di nuova forza lavoro poco qualificata dalle campagne. E solo quando questa evoluzione si sarà stabilizzata, ha chiarito il sindaco, sarà posibile pensare a un modo per rendere meno rigida la legge del figlio unico.

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Claudia Astarita è docente di Relazioni Internazionali dell'Asia Orientale presso l'Università di Bologna. Scrive approfondimenti sull'Asia per Panorama.it, Economy, Il Secolo XIX, East. Ha lavorato quattro anni come ricercatrice a New Delhi e Hong Kong. L'Oriente è la sua passione e coglie ogni occasione per tornare nei luoghi che ama.

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    ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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