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Sindrome P sul Pd: processi, piazze e Puglia. I dolori del "giovane" Bersani

Dialogo sulla giustizia, il toto-candidati per le regionali e l'alleanza con l'Idv, sabato al No B-Day. Tutti nodi da sciogliere per il neo segretario, 30 giorno dopo le primarie

Sindrome P sul Pd: processi, piazze e Puglia. I dolori del "giovane" Bersani Sindrome P sul Pd: processi, piazze e Puglia. I dolori del "giovane" Bersani
di Massimo Morici

Un partito spaccato sulla riforma della giustizia e messo alle strette dalle continue spinte dell'Italia dei Valori , che sabato scenderà in piazza per il No B – day .

Ha un'agenda piena di... nodi, insomma, Pierluigi Bersani , nel suo primo mese da leader del Pd. E ora ci si mette pure (di nuovo) la Puglia.

La regione cara a Massimo D'Alema (che è un "deputato di Gallipoli") , è da sempre il tacco d'Italia e da alcuni mesi il tallone d'Achille del centrosinistra.

Il braccio di ferro con Nichi Vendola (ex Rifondazione comunista ora leader di Sinistra e libertà ), infatti, va avanti da settimane. Il governatore uscente non ha intenzione di mollare . Sul piatto: un suo secondo mandato e l'alleanza con l'Udc (che non lo vuole). Difficile conciliare entrambe le cose, appunto. Tanto che la contesa fa scricchiolare l'intera coalizione.

Ma andiamo con ordine. La riforma della giustizia, cara al centrodestra e non solo per le pressioni cui è sottoposto in queste settimane il premier, Silvio Berlusconi, divide il Pd e rischia di mandare in frantumi l'alleanza con Tonino Di Pietro . Questa volta a mettere nei guai il neo - segretario è il suo vice, l'ex Margherita Enrico Letta (nipote di Gianni, il vicepremier, braccio destro del Cavaliere).

Mentre Bersani, come ha notato il Giornale , la scorsa settimana definiva il processo breve "aberrante" e annunciava la partecipazione di molti Democrats al No B – day (anche se il Pd ufficialmente non andrà alla manifestazione, che tuttavia compare nella prima pagina dell'Unità ), Letta in una recente intervista al Corriere apre invece al Pdl: "Consideriamo legittimo che, come ogni imputato, Berlusconi si difenda nel processo e dal processo". E se arrivasse un avviso di garanzia? "Il capo dello Stato ha ricordato che un governo, finché ha i numeri e la fiducia della sua maggioranza, governa. Noi ci atteniamo a questo", assicura Letta.

Affermazioni che hanno mandato su di giri Donatella Ferranti, capogruppo del Pd in commissione Giustizia : ''Io non sono nel pensiero di Enrico Letta, ma ritengo che la linea del Pd, come si evince dalle affermazioni del segretario, sia quella per cui noi riteniamo importante che un uomo delle istituzioni si difenda nel processo".

Un invito al dialogo, quello di Letta, sul  "legittimo impedimento" proposto da Casini? Immediata la smentita del segretario Bersani, ai microfoni del Tg3 : "L'unica strada sensata resta quella di discutere dell'insieme del sistema giustizia. Con le leggi ad personam non si va da nessuna parte. Questo è il problema che abbiamo davanti".

Ma accanto ai vari distinguo, c'è anche chi smorza i toni della polemica. Come ha fatto il vice presidente dei senatori del Pd, il dalemiano Nicola La Torre. Ai microfoni del Gr Rai ha ammesso che ''in questi anni si è fatto un abuso politico della giustizia da parte di chi l'ha sempre utilizzata per dividere il Paese", specificando che "è stato fatto tanto da forze del centro-destra tanto da alcune forze all'interno del centro-sinistra e questi scontri hanno penalizzato non soltanto un serio confronto politico, ma innanzitutto la stessa giustizia".

Dalla giustizia a Tonino Di Pietro, il passo è scontato. Il leader dell'Idv, infatti, mal digerisce i tentativi di dialogo con il centrodestra. Dopo aver letto l'intervista al vicesegretario del Pd, l'ex pm, via blog, è sbottato : "Ci si difende nei processi, non dai processi". Poi, l'ultimatum: "Quelle di Letta sono affermazioni gravi che mettono a rischio la possibilità di alleanze".

Secca la replica del vicesegretario : "Di Pietro monta una polemica sul nulla. Ribadisco quello che ho detto: penso che sia inopportuno, ma legittimo che Berlusconi, come qualunque imputato, usi gli strumenti della legislazione vigente per difendersi nel processo e dal processo".

Ma a preoccupare Bersani c'è anche altro:  le regionali, che si terranno a marzo. E il Pd, oltre al problema del dopo Marrazzo in Lazio , deve risolvere l'affaire Vendola in Puglia. Sull'Unità il sindaco di Bari, Michele Emilano , (l'uomo su cui punta D'Alema) ha ribadito che non si candiderà, invitando però il governatore uscente a farsi da parte: "Se candidiamo Nichi alla Regione senza Udc e senza Idv perdiamo 60 a 40", la giustificazione.

Vendola, infatti, non godrebbe dell'appoggio dell'Udc (che, inoltre, qualora il governatore uscente scegliesse di restare in campo, metterebbe a rischio anche l'alleanza pro Bresso in Piemonte ). Appunto: "Non riesco a capire il no dell'Udc, visto che ho sempre avuto un rapporto corretto, leale con il mondo cattolico", spiega a la Repubblica . E assicura: "Non mollerò. Per me ci sono solo due possibilità: o la riconferma o le primarie. Non ce n'è una terza".

E come farà Bersani, che con le primarie è stato eletto , a dire di no?

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