Torna l'ipotesi delle ronde, che solo lunedì sembrava tramontata , si delinea l'aumento degli organici delle forze dell'ordine (potrebbero essere 2.000 in più), si rafforza il pugno di ferro contro gli stupratori, prevedendo l'ergastolo per chi uccide la vittima dopo la violenza sessuale. Sono le novità della bozza di decreto legge che il Governo intende approvare al prossimo Consiglio dei ministri di venerdì . Un provvedimento che continua ad essere limato giorno dopo giorno dai ministeri interessati, Interno in primis, ma anche Giustizia e Pari opportunità.
Sul via libera alle associazioni dei cittadini non armati per il controllo del territorio (le cosiddette ronde), c'erano state perplessità da parte del Quirinale, ma anche da settori della maggioranza (i ministri Ignazio La Russa e Angelino Alfano in testa), oltre che la netta contrarietà dell'opposizione. Si sarebbe così arrivati ad una nuova formulazione della misura contenuta nel disegno di legge sulla sicurezza approvato dal Senato, enfatizzando il ruolo del sindaco e del prefetto, che devono dare l'ok allo strumento e prevedendo chiaramente che il compito dei cittadini sarà soltanto quello di segnalare eventuali problemi di ordine pubblico alle forze di polizia.
Capitolo forze dell'ordine. Il ministro Maroni vuole arrivare ad un aumento degli organici - una richiesta peraltro condivisa dall'opposizione, con cui il dialogo è aperto per puntare ad arrivare ad un testo il più possibile condiviso, come da auspicio del Quirinale - e ci sono contatti in corso con il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, che tiene i cordoni della borsa. L'ipotesi sarebbe quella di chiedere uno stanziamento aggiuntivo per arrivare a regolarizzare circa 2.000 unità. Non si tratterebbe esattamente di nuove assunzioni, ma si pescherebbe tra i volontari in ferma breve o prolungata che sono risultati idonei nei concorsi degli anni scorsi, ma non sono entrati negli organici delle forze dell'ordine. Dei nuovi ingressi si gioverebbe anche la polizia penitenziaria, come da richiesta del ministero dela Giustizia.
Il provvedimento allo studio inasprisce poi ulteriormente le misure contro gli stupratori. In particolare, la bozza prevederebbe la pena dell'ergastolo per chi uccide la vittima dopo la violenza sessuale (ciò che capitò a Giovanna Reggiani , uccisa a Roma il 30 ottobre del 2007). Inoltre, la custodia cautelare obbligatoria in carcere sarebbe estesa, oltre che agli accusati di violenza sessuale, anche a chi è accusato di pedopornografia e turismo sessuale.
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