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8 marzo, la Rai dimentica le donne

Stasera nessuna denuncia dei «femminicidi» nella tv pubblica. E la commissione pari opportunità va nelle scuole

8 marzo, la Rai dimentica le donne 8 marzo, la Rai dimentica le donne

Tag:  8 marzo 2013 femminicidio Rai

di Antonella Piperno

«Red or black» con Fabio Frizzi e Gabriele Cirilli su Raiuno, «Rex 4» su Raidue e il film a «Bug’s life. megaminimondo» su Raitre. Per l’8 marzo, nei palinsesti della Rai generalista, non c’è traccia di donne. Nè in chiave di denuncia dei 124 «femminicidi» dello scorso anno, né in quella  giocosa scelta  ad esempio da Comedy central che stasera manda in onda una «Festa della donna» a base di comicità rosa.

 «Un’occasione persa». Così il segretario dell’Usigrai Vittorio Di Trapani ha definito il trattamento della festa della donna in Rai. La tv pubblica avrebbe potuto organizzare un servizio di informazione per  parlare di femminicidio e invece non l’ha fatto. «Se La Rai vuole recuperare  il proprio ruolo di servizio pubblico deve avere il coraggio di tornare a raccontare la realtà» ha detto il segretario, che con la Commissione pari opportunità della Rai ha fatto buon viso a cattivo gioco e di femminicidi e ruolo dei media è andato a parlare fuori dal piccolo schermo. Alle nuove generazioni. Si chiama infatti «Donne e informazione, ricominciamo dai giovani», l’iniziativa che partita ieri al liceo Tasso di Roma e al Meli di Palermo si conclude oggi all’università Cattolica di Milano. Al  Tasso si è parlato di femminicidio e dei linguaggi utilizzati dai media  per raccontare il fenomeno.

Con la proiezione di un filmato tratto dall’inchiesta «Strage di donne» (Raitre)  di Riccardo Iacona e con  la coordinatrice della commissione Pari opportunità e giornalista del Tg2 Ilaria Capitani che ha sottolineato il ruolo del servizio pubblico nella rappresentazione della donna. «Si parla spesso a sproposito di “delitto passionale”,  ma che c’entra la  passione in un omicidio? Uno dei modi per prevenire  la violenza sulle donne è anche l’utilizzo di un linguaggio corretto e una rappresentazione femminile lontana dagli stereotipi». A Palermo si è parlato di stalking e femminicidio, e c’erano anche gli studenti del liceo Umberto «orfani» di una compagna, Carmela Petrucci, vittima del femminicidio a soli 16 anni. Peccato che di Carmela e delle altre  sventurate stasera non si parli in Rai. Consoliamoci con Rex .

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