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Il contro-discorso di Grillo? La solita solfa

L'ex comico in contemporanea a Napolitano: "Si dimetta". Invito alla rivolta popolare

Il contro-discorso di Grillo? La solita solfa Il contro-discorso di Grillo? La solita solfa
Beppe Grillo durante il suo contro-discorso di fine anno

Tag:  Beppe Grillo discorso fine anno Giorgio Napolitano

di Claudia Daconto

Come annunciato, Beppe Grillo ha declamato ieri in diretta sul canale del Movimento 5 Stelle, “La cosa”, il suo contro-discorso di fine anno.

 

Un video, tecnicamente pessimo (forse per scelta), in cui per 18 minuti, l'ex comico genovese ha cantilenato la solita sequela di accuse contro tutti, dai partiti al Parlamento, dalla stampa a Giorgio Napolitano colpevole, a suo dire, di “sovrapporsi alla voce popolare”.

Contemporaneamente, dal Quirinale, il Capo dello Stato dedicava agli attacchi ricevuti in queste settimane da una parte dell'opposizione – tra cui soprattutto lo stesso Grillo con la sua richiesta di impeachment - un paio passaggi del suo messaggio agli italiani.

Napolitano si è detto, infatti, prima preoccupato “per il diffondersi di tendenze distruttive – anche violente - nel confronto politico e nel dibattito pubblico, poi ha assicurato di conoscere bene i limiti dei suoi poteri, che non ha alcuna pretesa “di strapotere personale”, che non si lascerà condizionare “da campagne calunniose, da ingiurie e minacce” e che resterà al suo posto finché sarà necessario, non un giorno di più e quindi per un tempo non lungo.


Tutto ciò mentre dal web il leader pentastellato rilanciava la sua richiesta di dimissioni e ribadiva la volontà di procedere con la messa in stato d'accusa visto che Napolitano “non può più permettersi di bloccare un Paese".

Poi il solito affondo contro le istituzioni repubblicane, dalla Corte costituzionale che andrebbe abolita, al Parlamento – in mano ai lobbisti come De Benedetti, Caltagirone, Berlusconi, Benettone Ligresti che “era persino in rapporti stretti con la Cancellieri, ministro della Giustizia”.

Strali anche contro i partiti che dicono di fare cose che poi non fanno e non faranno, “ogni loro parola è una menzogna che viene propagandata dalle televisioni di Stato attraverso i servi dei partiti. Il Paese è allo stremo e lo prendono per il culo con la ripresa quando è chiaro che con questi la ripresa non ci sarà mai”.

Tutti “bugiardi”, insomma, tranne il Movimento 5 Stelle che “fa quello che dice”, dalla restituzione dei 42 milioni di rimborsi elettorali, alla richiesta di dimissioni del ministro Cancellieri, al voto contro il governo Letta e contro il Porcellum.

A proposito di legge elettorale, Beppe Grillo vuole ripristinare la legge precedente, quindi il Mattarellum, e andare alle elezioni, “il nuovo Parlamento discuterà la nuova legge. Non si può chiedere a dei ladri di fare una legge sui furti”.

Spazio anche alle elezioni europee, cui i 5Stelle intendono partecipare per andare in Europa a ricontrattare le politiche economiche “dettate dagli interessi tedeschi”.

Dito puntato contro la stampa da cui gli italiani devono diffidare e infine l'invito alla mobilitazione popolare, “dovete diffondere la verità, denunciare, impegnarvi in prima persona”.

“Non ho detto parolacce e non ho gridato – ha concluso Beppe Grillo - forse non mi riconoscete per la strada perché mi dicono non gridi e non bestemmi. Da persona normale vi dico: 'Vinceremo e che la forza sia con voi e con Obi One Kenobi'”.

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