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Elezioni 2013 - Istruzioni - Matrimoni gay

Il matrimonio omosessuale, le unioni civili. Le posizioni dei partiti e il confronto con l'Europa - lo Speciale elezioni 2013 -

Elezioni 2013 - Istruzioni - Matrimoni gay Elezioni 2013 - Istruzioni - Matrimoni gay
Matrimoni gay. Credits: (ANSA/BUDDHIST HONGSHI COLLEGE)
di Carmelo Caruso

Quando si dice la Francia… Lo aveva promesso in campagna elettorale e una volta eletto Francois Hollande non ci ha impiegato molto ad approvare la legge che equipara il matrimonio omosessuale a quello eterosessuale con la possibilità di adozione da parte di una coppia dello stesso sesso.

E se in Italia è sconcerto con tanto di avviso del Cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, in Inghilterra la svolta francese ha spinto il conservatore David Cameron a giocarsi non solo la sua credibilità ma perfino la guida del partito per portare a compimento quella che ha definito una questione di principio.

E se i 249 voti a favore con i quali il parlamento francese ha emendato la propria costituzione sancendo per la prima volta che “il matrimonio è contratto da due persone di sesso diverso o dello stesso sesso”,  quello italiano si dilania intorno i Pacs, unioni di fatto e registro.

La parola matrimonio, però, rimane un tabù, per non parlare della parola adozione. Tabù che hanno infranto finora solo le nazioni scandinave come Svezia (addirittura con cerimonia religiosa), Danimarca, Olanda, Belgio e iberiche, Spagna e Portogallo.

Nel resto del continente si sono imposti le unioni civili dalla Germania, alla Svizzera, Croazia, Slovenia per citarne alcune.

Non si creda che la controversia rimanga solo un conflitto di stampo europeo. In Usa solo in nove Stati il matrimonio fra omosessuali è legale, incassando tuttavia il placet del presidente Obama che più volte si è espresso a favore.

Finora i diritti civili sono rimasti a margine del dibattito elettorale e da un’agenda fagocitata da provvedimenti e proposte economiche.

Eppure non c’è partito che non abbia una sua posizione. Per un libertario “favore della libertà di sposarsi tutti”, pronunciata dal Movimento Cinque Stelle che pur non fa cenno al tema del matrimonio, si contrappone il fronte della famiglia a tutti i costi.

A militare su questo fronte un imbarazzato Mario Monti che alla domanda sui diritti civili e sul matrimonio ha risposto recitando quanto scritto su un foglio: “Il mio pensiero è che la famiglia debba essere costituita da un uomo e da una donna”.

Stessa posizione che condivide il Pdl, famiglia senza distinguo, ma un ragionamento sulle unioni civili sì, ha confermato Silvio Berlusconi.

Ha invece un modello da seguire, Pierluigi Bersani che si rifà a quello tedesco, partership civili, riconoscimento giuridico, ma non matrimonio.

E ha preferito glissare sul nodo matrimonio, pure Antonio Ingroia di Rivoluzione Civile che ha parlato di una “cultura delle differenze”, ma non di matrimonio. Ecco che la parola viene pronunciata con veemenza da chi non ha mai nascosto la sua omosessualità e l’intenzione di adottare un figlio. E’ la posizione sposata da Nichi Vendola di Sel che da sempre si è battuto per matrimonio civile con il diritto all’omogenitorialità.

Riusciranno i partiti del nuovo governo a dare quella svolta che tanto si attende? Insomma, sarà matrimonio? Non correte...Tutt’al più fidanzamanto, d’altronde cos’altro non è l’Italia se non il paese del tergiversare, del rimandare, dei Promessi Sposi.

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    ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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