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La mia pazzia? Da solo in kayak nel Mediterraneo

Partito un anno fa dalla Tunisia, Georges Alexandre pagaia verso Bruxelles per denunciare le tragedie di migranti in mare

Il "pazzo" è un franco-canadese di 44 anni. Ex postino, ex funzionario del comune di Montreal, Georges Alexandre un anno fa, senza poter contare su uno straccio di sponsor né sul sostegno di alcuna organizzazione umanitaria, ha deciso di investire tutti quello che aveva - circa 60mila euro - in un'avventura quasi estrema: attraversare il Mediterraneo in kayak, dalla Tunisia a Bruxelles, per sensibilizzare l'Europa sul tema dell'immigrazione, dei respingimenti e delle tragedie in mare come quella in cui la scorsa settimana, nell'ennesimo naufragio nei pressi di Lampedusa, sono morte circa 80 persone. Una decisione maturata dopo un anno di osservazione presso l'isola siciliana nei mesi dell' "invasione" nord africana seguita alle rivoluzioni in Tunisia, Egitto e Libia.

"Voglio raggiungere Bruxelles, navigando anche attraverso fiumi e torrenti, perché non è l'Italia da sola, né i singoli stati - spiega Georges a Panorama.it che lo incontra al suo arrivo a Sperlonga sulla costa laziale - a poter risolvere il problema dell'immigrazione".

Per questo passerà per tutta la costa Tirrenica dell’Italia, la Costa Azzurra fino a Marsiglia, da cui attraverso il Rodano, la Saône e i canali raggiungerà Bruxelles dove presenterà la sua petizione, www.firmiamo.it/ogida, al Parlamento europeo. Con una richiesta specifica: la creazione di un'Organizzazione di Gestione dell 'Immigrazione e delle Domande d'Asilo (OGIDA).

Secondo i dati di Fortress Europe dal 1988 sono morte nel tentativo di raggiungere l'Europa, alle sue porte, almeno 18.455 persone, 2.352 solo nel 2011. Vittime di naufragio e prima ancora di un traffico di esseri umani che frutta ogni anno 32 miliardi di dollari. Un affare illegale e disumano che si intreccia, drammaticamente, a quello assolutamente lecito gestito direttamente da Bruxelles.

"L'Europa regala decine di miliardi di euro a paesi che non sono per nulla interessati a cambiare le cose perché l'immigrazione è diventata un business. I centri di accoglienza sono quasi tutti privati. A Lampedusa una ditta privata ha ricevuto in 9 mesi 9 milioni di euro. A Mineo, ogni anno, la stessa ditta ne incassa altri 6".

Georges giura di comprendere chi, e sono molti in Italia, vivono con insofferenza la presenza di migranti nel nostro Paese, "capisco chi non ne può più, chi teme un'invasione. Per questo l'immigrazione va gestita e organizzata nel modo più umano e dignitoso possibile".

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